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venerdì 25 maggio 2018

L'evoluzione delle manette dal 1860 ad oggi

In questo post ripercorreremo l'evoluzione che hanno avuto le manette in più di 150 anni grazie all'analisi di alcuni brevetti che sono particolarmente indicativi degli sviluppi tecnici e tecnologici.

Nel 1887 Edward Davis Bean propone un modello di manette che si differenzia dai precedenti soprattutto perchè la giunzione delle due manette non avviene più per mezzo di catene e lucchetti ma esse sono fuse insieme e collegate tramite una robusta piastra di metallo dove sono inseriti le viti e le molle per la chiusura delle manette. Un modello simile e migliorato verrà riproposto da Paul Kruger nel 1919.

Un altro modello interessante è quello del 1903 di Louis F. Maltby che può essere usato anche per le legare le caviglie come lui stesso specifica. Inoltre questo modello è provvisto di un meccanismo "double lock", ossia a doppio bloccaggio, che rende la chiusura più sicura soprattutto dai prigionieri che volessero liberarsi con movimenti particolari.

Un modello molto innovativo arriva nel 1926 da Charles H. Nenstiehl: egli inventa un tipo di manette sviluppato appositamente per le automobili, in particolare per poter trasportare prigionieri sulle auto senza bisogno di qualcuno che faccia la guardia ad essi; il funzionamento è piuttosto semplice: una molla è legata alla gamba posteriore del sedile del prigioniero. In fondo ad essa c'è la serratura, irraggiungibile dal trasportato. Quando la molla è ancorata al sedile da esso parte una corta catena che termina con le manette, le quali, strette intorno ai polsi del prigioniero, lo mantengono in una posizione assolutamente inoffensiva.

Nel brevetto del 1966 di Charles F. Foley possiamo notare una grande complessità nella struttura e la grande cura dei particolari e dei micro ingranaggi. Queste manette sono già molto simili ad un paio di manette moderne.

Il modello del 1969 di Samuel Nathan Rosental è interessante perchè riprendendo l'idea di Bean (1887) e Kruger (1919) la migliora ulteriormente inserendo una piastra di protezione sopra la catena che evita il danneggiamento di quest'ultima o del meccanismo di chiusura, rendendo le manette ancora più sicure. Charles E. Thompson nel 1990 aggiungerà a questa trovata un secondo lucchetto e inoltre nella sua invenzione farà in modo di non danneggiare in nessun modo i polsi del malcapitato.

Per un ulteriore analisi ed approfondimento di questi e di altri brevetti sono riportati qui sotto i link che portano ai file dei brevetti originali:

1874                                  1915                                   1966
1878                                  1919                                   1969
1884                                  1926                                   1979
1887                                  1931                                   1990
1899                                  1944                                   2000
1903                                  1954                                   2008

Illustrazione di un brevetto del 1982
Illustrazione di un brevetto del 1880

domenica 8 aprile 2018

Handcuff patent (brevetto delle manette), 1860

Il brevetto che analizzeremo qui sotto descrive minuziosamente le nuove e migliori manette inventate da William H. Kimball nel 1860.

Parti principali

Le principali parti descritte sono il dente di arresto (2), la vite di trazione convessa (3), la molla a cricchetto (4), la cerniera di connessione (5), il perno di connessione per
collegare due manette insieme (6), la chiave a vite concava (7), la piastra di bloccaggio (8).

Modalità di costruzione e funzionamento

Le manette sono costruite inserendo la parte 1a come mostrato nella figura nella parte (l), con le cerniere (5). Questo incastro è assicurato alla cerniera da un rivetto che è diretto su entrambi i lati. La cerniera (5) passa attraverso il perno (6) prima di essere fissata.
Una vite di trazione convessa (3) è attaccata al dente di arresto (2) da un tenone sulla vite che è inserita in una mortasa a cricchetto (2); essa è assicurata da un rivetto che passa attraverso entrambi, in modo che nel processo di sbloccaggio la vite (e) seguirà la chiave.
La vite viene inserita nel buco della chiave, essendo comunque lo spazio esterno e attorno alla vite sufficiente per permetterne l’entrata.
La piastra di bloccaggio (8) è un piatto piano che copre la parte (la) in cui la serratura è inserita, ed è assicurata in questa posizione brasandola e rivettandola come mostrato nel disegno.
Il perno (6) è costruito nella forma consueta, ed è usato per collegare due manette insieme. Esso viene usato perchè è meno soggetto a rompersi o ad attorcigliarsi.
I disegni mostrano una metà delle manette essendo l’altra metà un duplicato; l'altra manetta è fissata da una cerniera all’altro lato del perno nello stesso modo. Ogni lato delle manette viene sbloccato da una chiave a vite concava (7) fatta con una sporgenza per prevenire la sua inserzione nel buco della serratura oltre il bordo esterno della fessura. La sporgenza della chiave appoggia sulla superficie delle manette attorno al buco della serratura; la chiave, azionata come un dado sopra la vite (3), solleva a sufficienza il dente di arresto (2) dal dente di arresto corrispondente sulla parte l, per permettergli di essere ritirato dalla parte del bloccaggio (la), in modo che le manette possano essere aperte. Quando si aprono le manette si usa solo una chiave per sbloccare entrambe le serrature.

Materiali

Le manette sono fatte in gran parte con ferro malleabile di prima qualità: robusto come il comune rame inglese, pesante circa un terzo in meno, questo materiale si adatta al polso perfettamente in modo che non possa scivolare dalla mano.
Alcune parti (in particolare la vite di trazione, la molla, e i rivetti) sono composti invece da acciaio.

Diritti d'autore

Rivendico come mia invenzione, e desidero depositare alle Lettere di Brevetto:
  •  Le manette aperte da una chiave sola che sblocca entrambe le serrature.
  •  Il dente di arresto (2) applicato alle manette.
  • La connessione della vite di trazione (3) al dente di arresto (2) con un giunto vibrante.

Conclusione e riassunto del blog

Il brevetto che mi è stato assegnato un paio di mesi fa è l' " handcuff patent ", brevetto delle manette, di William H. Kimbal...