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lunedì 28 maggio 2018

Chi era William H. Kimball

Il nostro inventore, W. H. Kimball, nacque nel 1830 ad Augusta, capitale dello Stato del Maine situato nel nord-est degli Stati Uniti. Nel 1861 era ancora residente ad Augusta.
Come è già noto, il 7 Agosto 1860 brevetta le prime manette.
Il 12 Aprile 1861 inizia la Guerra di secessione americana: fu una delle prime guerre industriali in cui vennero usati la ferrovia, il telegrafo, le navi a vapore, le armi prodotte in serie. Tra il 1861 e il 1865 si stima che ci furono almeno 620.000 morti. La schiavitù e le differenze economiche tra nord e sud furono due delle cause principali scatenanti la guerra.
 Il 12 Novembre 1861 Kimball si arruola come Capitano dell'undicesima fanteria dello Stato del Maine.
Dopo circa 6 mesi però egli diede le dimissioni e abbandonò la guerra, precisamente il 7 Maggio 1862, per motivi non chiari.
Oggi esistono solo tre copie del suo brevetto; una di esse è stata venduta per 25,000 $.
Il suo brevetto ha grande importanza storica perchè fu forse il primo e molti si ispirarono a lui negli anni successivi.

venerdì 25 maggio 2018

L'evoluzione delle manette dal 1860 ad oggi

In questo post ripercorreremo l'evoluzione che hanno avuto le manette in più di 150 anni grazie all'analisi di alcuni brevetti che sono particolarmente indicativi degli sviluppi tecnici e tecnologici.

Nel 1887 Edward Davis Bean propone un modello di manette che si differenzia dai precedenti soprattutto perchè la giunzione delle due manette non avviene più per mezzo di catene e lucchetti ma esse sono fuse insieme e collegate tramite una robusta piastra di metallo dove sono inseriti le viti e le molle per la chiusura delle manette. Un modello simile e migliorato verrà riproposto da Paul Kruger nel 1919.

Un altro modello interessante è quello del 1903 di Louis F. Maltby che può essere usato anche per le legare le caviglie come lui stesso specifica. Inoltre questo modello è provvisto di un meccanismo "double lock", ossia a doppio bloccaggio, che rende la chiusura più sicura soprattutto dai prigionieri che volessero liberarsi con movimenti particolari.

Un modello molto innovativo arriva nel 1926 da Charles H. Nenstiehl: egli inventa un tipo di manette sviluppato appositamente per le automobili, in particolare per poter trasportare prigionieri sulle auto senza bisogno di qualcuno che faccia la guardia ad essi; il funzionamento è piuttosto semplice: una molla è legata alla gamba posteriore del sedile del prigioniero. In fondo ad essa c'è la serratura, irraggiungibile dal trasportato. Quando la molla è ancorata al sedile da esso parte una corta catena che termina con le manette, le quali, strette intorno ai polsi del prigioniero, lo mantengono in una posizione assolutamente inoffensiva.

Nel brevetto del 1966 di Charles F. Foley possiamo notare una grande complessità nella struttura e la grande cura dei particolari e dei micro ingranaggi. Queste manette sono già molto simili ad un paio di manette moderne.

Il modello del 1969 di Samuel Nathan Rosental è interessante perchè riprendendo l'idea di Bean (1887) e Kruger (1919) la migliora ulteriormente inserendo una piastra di protezione sopra la catena che evita il danneggiamento di quest'ultima o del meccanismo di chiusura, rendendo le manette ancora più sicure. Charles E. Thompson nel 1990 aggiungerà a questa trovata un secondo lucchetto e inoltre nella sua invenzione farà in modo di non danneggiare in nessun modo i polsi del malcapitato.

Per un ulteriore analisi ed approfondimento di questi e di altri brevetti sono riportati qui sotto i link che portano ai file dei brevetti originali:

1874                                  1915                                   1966
1878                                  1919                                   1969
1884                                  1926                                   1979
1887                                  1931                                   1990
1899                                  1944                                   2000
1903                                  1954                                   2008

Illustrazione di un brevetto del 1982
Illustrazione di un brevetto del 1880

domenica 20 maggio 2018

I precedenti storici

Le manette che abbiamo analizzato risalgono al 1860, ma questi strumenti erano già noti parecchi anni prima in modelli simili.
Il brevetto di Kimball è cronologicamente il primo di una lunga serie, ma prima dei brevetti c'era già qualcosa di simile.

Già i Romani nel periodo imperiale erano soliti legare i nemici sconfitti con catene per renderli schiavi.
In seguito nel medioevo fu introdotto un nuovo tipo di manette chiamate "Shackles" (e non ancora handcuffs) in inglese: esse sono le prime manette e in cui è presente meccanismo a lucchetto per la chiusura.

Shackles utilizzate dagli inglesi per immobilizzare gli schiavi
lungo le attraversate oceaniche nel XVIII secolo

Il periodo di sviluppo maggiore delle manette arriva però nel XIX secolo quando iniziamo a vedere dei miglioramenti alla struttura delle cerniere, la standardizzazione dell'apertura del lucchetto e la possibilità di regolare l'ampiezza delle manette sul polso.
Le chiavi erano normalmente chiavi a vite e perciò si impiegava un po' di tempo nell'apertura e chiusura del lucchetto; non erano ancora progettate per essere sbloccate velocemente.

Manette per bloccare le gambe risalenti al XVIII secolo

In questo periodo (XIX secolo) la regolazione dell'ampiezza delle manette non riusciva ancora a bloccare le persone con i polsi troppo grossi o troppo piccoli. Questo difetto verrà corretto negli anni seguenti al nostro brevetto con accorgimenti tecnici. Nonostante qualche piccolo difetto di velocità d'uso e di praticità, le manette dell'ottocento erano già incredibilmente sicure e diffuse in molte carceri.

Manette risalenti alla metà del XIX secolo
(all'epoca del nostro brevetto)
Prigioniero dell'Ottocento con polsi e
caviglie ammanettate

venerdì 20 aprile 2018

Il contesto...

Storico:

la First Transcontinental Railroad
Il brevetto è datato 1860; questo periodo è segnato da molti eventi storici: la guerra di secessione e la conseguente abolizione della schiavitù, la costruzione della First Transcontinental Railroad in America, l'Unità d'Italia, le equazioni di Maxwell e le leggi di Mendel, la rivoluzione industriale che avanzava; un periodo dunque di grandi cambiamenti di cui sentiamo le conseguenze ancora oggigiorno; in quei tempi crebbe il bisogno di avere strumenti sicuri contro la criminalità. Per questo nacquero le manette; i primi brevetti furono americani.

Tecnologico e sociale:

Il contesto tecnologico in cui ci troviamo era quello della seconda rivoluzione industriale;
essa ha segnato il passaggio dalla società artigiana e contadina alla società industriale; in questo periodo furono costruite le infrastrutture di trasporto di massa, le prime automobili a combustione, i primi telefoni, fu scoperta la corrente alternata (1882) e quella continua; ci furono anche importanti scoperte in medicina come l'anestesia e l'utilizzo dei raggi X.
Le manette, che pur esistevano da molti anni, furono brevettate in questo periodo e solo allora divennero simili alle manette che conosciamo oggi. Esse sono una delle tante innovazioni di fine '800; queste innovazioni sono la testimonianza dei grandi cambiamenti che erano in corso.
I materiali usati nella costruzione delle manette erano il ferro e l'acciaio, anch'essi simboli della rivoluzione industriale e della nuova società moderna.

la seconda rivoluzione indusriale

Narrativo

Nel capitolo XV de "I Promessi Sposi" di Alessandro Manzoni (1785-1873) il protagonista Renzo viene imbrigliato con rudimentali manette chiamate manichini: di seguito è riproposto quel passo.

J.-B. Camille Corot, Veduta del lago di Como (1834)
(Il lago di Como è uno dei luoghi principali de I Promessi Sposi)
il notaio fa un altro cenno a' birri; i quali afferrano, l'uno la destra, l'altro la sinistra del giovine, e in fretta in fretta gli legano i polsi con certi ordigni, per quell'ipocrita figura d'eufemismo, chiamati manichini. Consistevano questi (ci dispiace di dover discendere a particolari indegni della gravità storica; ma la chiarezza lo richiede), consistevano in una cordicella lunga un po' più che il giro d'un polso ordinario, la quale aveva nelle cime due pezzetti di legno, come due piccole stanghette. La cordicella circondava il polso del paziente; i legnetti, passati tra il medio e l'anulare del prenditore, gli rimanevano chiusi in pugno, di modo che, girandoli, ristringeva la legatura, a volontà; e con ciò aveva mezzo, non solo d'assicurare la presa, ma anche di martirizzare un ricalcitrante: e a questo fine, la cordicella era sparsa di nodi.

Si può notare come Manzoni, scrittore ed anche storico, non si limiti a nominare questo strumento tecnico ma ne approfondisca la struttura in modo scientifico analizzandone le componenti.

Un altro esempio più moderno è "Handcuffs for Alcoholism" di George Zurcher del 1890 in cui notiamo che a fine '800 le manette sono diventate di uso comune e fanno parte del titolo di un romanzo.

Conclusione e riassunto del blog

Il brevetto che mi è stato assegnato un paio di mesi fa è l' " handcuff patent ", brevetto delle manette, di William H. Kimbal...